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November 17 Non c'è aria...♥
Ho camminato, ho corso, ho saltato, .вαѕтαя∂ιиα мαιиσмєиє.
November 02 o1-11-o8...Alla fine, dopo più di due mesi, siamo riusciti a incontrarci dal vivo.
Tu mi hai riconosciuto subito, è pazzesco <.<
io, invece, non riuscivo proprio a trovarti;
ma poi ti ho visto, ti ho abbracciato,
e abbiamo passato un pomeriggio fantastico insieme: dal cinema
(io nel ruolo di Wall-e, tu in quello dello scarafaggino indistruttibile
e la nostra "amata" Zuzzi nel ruolo di Ivy :D),
al continuo girare per i negozi;
dagli inutili tentativi di vincere un peluche alla macchinetta "mangia-soldi",
alla disperata ricerca di qualcosa di uguale da comprarci.
Mi è piaciuto tutto di te, i sorrisi, gli sguardi, il tuo passo TROPPO veloce per me,
gli spintoni nei corridoi del centro commerciale,
il fatto che ti sei accasciato su di me al cinema...
Ma soprattutto ho apprezzato la tua sincerità nei miei confronti, amore,
e ti ringrazio di tutte le cose belle che mi hai detto.
o1-11-o8...e chi se lo dimenticherà più?... ...ti voglio bene | mi manchi già | non vedo l'ora di rivederti (L)...
October 20 Nient'altro da aggiungere"Bastardina, sappi che ormai tutto il Web ti odia".
Così mi è stato detto.
"E voi, coglioni, sappiate che io odio tutto il Web".
Così ho detto loro.
Non ho nient'altro da aggiungere.
.вαѕтαя∂ιиα мαιиσмєиє.
Questo/a opera è pubblicato sotto una Licenza Creative Commons. October 09 ...bastardina is alive!...вαѕтαя∂ιиα ιѕ αlινє! Dopo un mese di non-aggiornamento del blog,
eccomi di nuovo a scrivere qualche cazzata :D
Già stressata dal primo giorno di scuola, abituata alla solita routine di sempre
e sclerata 23 h su 24 se tutto va bene: ma si, sono sempre io!
Dunque, vorrei informare i bloggers ma soprattutto i miei lettori
(sempre se ne siano rimasti ancora)
di una decisione a lungo meditata:
non saranno più pubblicati i capitoli del mio Racconto sul blog.
Penso che i primi dieci che avete avuto modo di leggere finora
vi abbiano fatto incuriosire un pò,
per cui continuerò la Storia con tempi più lenti,
scrivendo i capitoli sul mio bel quadernino rosa e bianco;
una volta terminata l'opera, proverò a pubblicarne il libro
e, se dovessi riuscirci realmente, vi informerò.
Conclusione: il blog torna a essere il mio Diario Personale
e non più un libro virtuale.
Il mondo di Bastardina (e di nessun altro),
fatto di parole scritte male e pensieri insensati: fatto di Me!
A presto figliuoli :) pis end lov
ps: Wo Ai Ni, Dario *-*
pps: non me ne fotte una beata minchia del web ormai,
quindi se non rispondo immediatamente ai commenti
è perchè ho altro di meglio da fare o a cui pensare ^^
ву вαѕтαя∂ιиα
September 10 Capitolo 11.Capitolo 11.
Apro la porta e, alla vista di Giulia, mi dimentico totalmente
del sonno che mi devastava un attimo fa.
"Disturbo?" domanda lei,
leggermente imbarazzata dal mio torso nudo.
"No no, entra pure" rispondo, infilandomi una maglietta.
Giulia a casa mia?
Forse sono ancora nel bel mezzo dei sogni.
"Sono passata a vedere come te la passavi" dice lei,
perlustrando il soggiorno con quei suoi occhi luminosi.
"Come puoi vedere, sono ancora vivo"
"Una persona può essere viva sentendosi morta" dice,
sedendosi accanto a me sul divano "Io mi sentivo morta
fino a qualche minuto fa, finchè non ho sentito la tua voce
al citofono" aggiunge appoggiando piano piano la testa
sulla mia spalla destra.
"E adesso come ti senti?" le chiedo,
sfiorandole la guancia con la punta delle dita.
"Viva più che mai" risponde accoccolandosi a me.
Vorrei fermare il tempo e rimanere così in eterno;
io e lei, lei e io: insieme.
"Sei splendida" le dico senza timidezza,
giocando con una ciocca dei suoi capelli.
"Tu invece sei diverso, per questo mi piaci"
"Diverso? In che senso?" le chiedo spaesato.
"Tu non sei come la gente che frequenti. Per loro esiste solo
l'appariscenza nella vita, per te esiste altro, qualcosa che
loro, molto probabilmente, non potranno mai vedere nè capire".
"Ma sono miei amici anche loro. Devo accettarli per come sono"
le spiego, sperando nella sua comprensione.
"E tu accetteresti come amici quei bastardi?!" esclama Giulia,
alzandosi di colpo dal divano "Gente che condanna chi è diverso
da loro solo perchè non ascolta musica da discoteca e non
indossa vestiti firmati? Gente che deride, che fa del male
a quelli come me per via di uno smalto nero o di una pettinatura?
Sono questi gli amici di cui ti vuoi circondare per poi
diventare come loro?!"
I suoi occhi, sempre accesi di dolcezza, adesso ardono
di rabbia: mi spaventano.
Mi avvicino a Giulia e la stringo forte a me.
"Loro mi considerano un amico, non posso
voltar loro le spalle da un giorno all'altro, cerca di capire.
Non prenderò la loro strada, Giulia.
Non voglio farlo, perchè so che significherebbe perdere te".
Adesso lei mi guarda con occhi lucidi, innocenti, quelli di cui
non potrei mai aver paura: i suoi occhi.
"Un bacio" sussurro. quasi senza rendermene conto.
"Un bacio?" fa eco Giulia.
"Si. Vorrei tanto poterti dare un bacio, ma non so
se ciò potrebbe offenderti o infastidirti, quindi..." mi blocco.
Un bacio tanto atteso, tanto desiderato, e adesso tanto improvviso.
Le labbra a cuore di Giulia sono morbide, calde, e premono
dolcemente sulle mie, per poi allontanarsene dopo qualche secondo.
"In effetti, penso proprio che mi offenderebbe un tuo bacio" dice,
ridendo sotto i baffi.
Un altro bacio, e poi un altro e un altro.
Sono le 18.20.
Giulia mi tiene per mano e mi guarda sorridente mentre
attraversiamo il parco-il nostro parco-per raggiungere
la fermata degli autobus.
"Posso sapere dove mi stai portando?" le chiedo, curioso come sono.
"In una parte del mio mondo" risponde lei,
aumentando il passo per non perdere un autobus in lontananza.
Sono le 18.32.
L'autobus ci scorta davanti a un edificio posto ai lati di un
piccolo piazzale; c'è un continuo via vai di giovani con in mano
violini, bacchette, chitarre e altri vari strumenti musicali.
"Ma è una..."
"Si, una scuola di musica" mi precede Giulia, facendomi strada
attraverso scale e corridoi.
Arriviamo dinnanzi una porta bianca su cui lei batte due colpi
con la mano libera-l'altra non gliela mollo un solo istante.
"Sono Giulia" esclama, entrando in quella stanza dalle pareti
insonorizzate all'interno della quale ci sono tre ragazzi:
due all'inpiedi con un basso e una chitarra elettrica, e un
terzo seduto alla batteria.
"In ritardo come sempre, eh?" dice ridendo quest'ultimo.
"Tu pensa a suonare, Alessà" gli risponde Giulia
con un'adorabile linguaccia "Raga, vi presento Francesco"
aggiunge, facendomi avanzare a forza.
"Lo spagnolo?" domanda il chitarrista.
"Si, sono proprio io" rispondo, contento che Giulia
abbia già parlato di me a quei suoi amici.
"Io sono Matteo" si presenta lui "Il bassista è il nostro Fabietto,
e alla batteria il grande Alessandro" aggiunge, indicando
gli altri due ragazzi.
"E io sono la cantante" interviene Giulia,
imitando una buffa riverenza.
"Quindi siete un gruppo?" domando,
affascinato dalla presenza di quegli strumenti musicali.
"Noi preferiamo definirci quattro sfigai allo sbaraglio,
ma teoricamente si, siamo un gruppo" risponde Alessandro,
stimolando una risata collettiva.
"Daje raga, suoniamo qualcosa!" supplica Giulia,
saltellando sul posto come una bimba impaziente.
"E uno...E due...E uno, due, tre, quattro!".
Sono le 18.47.
Io e Giulia stiamo percorrendo un lungo corridoio che porta
all'uscita della scuola di musica.
"Allora, che te ne pare dei ragazzi?"
"Suonano benissimo, e la tua voce è fantastica" le rispondo,
cingendole la vita con un braccio.
"Suoniamo musica un pò diversa da quella da discoteca, vero? "
"Giusto un pò" dico, notando la sua espressione divertita.
La bacio, ormai senza più alcun timore, e mi fa sorridere
quel colorito rosso che accende le sue guance quando
le mie labbra si separano dalle sue.
Poi scorgo una stanza al cui interno c'è qualcosa
che attira la mia attenzione..
"Vieni con me" dico, tirando Giulia per un braccio.
"Ma l'uscita è da quella parte" protesta lei.
"Fidati di me".
Entriamo nella stanza dove c'è una sola cosa oltre
noi due: un pianoforte nero ancora aperto.
ву вαѕтαя∂ιиα
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♪ Nina vive nei vostri peggiori incubi......Maggio ♥
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